Sbirciando e navigando su internet, o trovato questo interessantissimo articolo che invito tutti voi a leggere.
Potrebbe essere un lavoro molto interessante e perchè no mi ci vedrei anche volentieri in quel ruolo: il velo poi penso che potrebbe anche donarmi...manterrebbe quel mio fascino misterioso che infastidisce sicuramente molti di voi...che ne pensate come mio nuovo lavoro???
A parte gli scherzi, ho dei buoni propositi per il prossimo anno per il blog...
Intanto a cadenza bisettimanale inizierò a pubblicare qualcosa che avevo iniziato a scrivere qualche tempo fa su quel che facevo prima del blog...spero sia interessante...penso di aprire questo nuovo spazio dalla prossima settimana...Ora devo valutare bene.
Inoltre voglio portare avanti il discorso del mio ebook sulla dieta a zona, che diverso tempo fa aveva suscitato interessa in diversi lettori: ovviamente chiederò una piccola donazione per questo lavoro: conto di metterlo a disposizione da marzo: parte del lavoro l'ho già fatto, devo mettere insieme i pezzi nel tempo libero e come sapete il mio tempo libero è sempre misero come quantità (tenete conto che avrò da fare il tirocinio e non so che impegno mi graverà addosso).
E poi tante piccole cose che mi riguardano e che voglio condividere con voi tutti, ma su questo non ho le idee molto chiare (chi potrebbe conoscere il proprio futuro?? che gusto ci sarebbe a vivere??).
Suonerie, sfondi, screensaver: personalizza PC e cellulare
quasi ogni giorno della mia vita on line per voi... "è meglio avere ricordi che rimpianti" (Laura)
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mercoledì 30 dicembre 2009
giovedì 23 luglio 2009
ieri..a Pisa
Ieri ero a Pisa. Non per prendere il Sole come vi ho abituato con la mia amica Elisa; bensì ero a Pisa per partecipare ad un corso per una particolare macchina che serve in terapia intensiva. Quindi in un certo senso ero intrufolata per seguire questo particolare seminario in vista di poterlo poi eventualmente impiegare per la tesi. Nel complesso è stato interessante, ma sono rimasta praticamente col sedere incollato ad unsedia dalle 9 del mattino fino alle 15...poi qualche esercitazione pratica (si fa per dire ovviamente).
La cosa più interessante alla fine è stato il viaggio in treno al mattino. Di solito sono abituata a farlo per andare al mare. Quindi ieri mi sentivo un po' come quei manager che prendono i vari mezzi per recarsi alle riunioni sparse per il territorio nazionale e magari pure all'estero. Mi sentivo professionale e sexy: pantaloni di lino bianchi (per cercare di disperdere il calore), camicetta bianca con righette rosa (ben ventilata sull'anteriore!!), sandalini con tacco moderato in altezza.
Bella e tranquilla ho preso il treno prima a Prato per Firenze, e poi da qui verso Pisa. E proprio su quest'ultimo convoglio ho conosciuto una ragazza (be' più grande di me), che mi ha in un certo senso abbordato. Ero seduta da poco tempo, quando questa ragazza mi ha chiesto gentilmente se i posti davanti a lei erano occupati, e io le ho semplicemente detto che erano liberissimi. Be' dopo poco ha attaccato bottone. Mi ha detto che stava andando a Pisa, all'aeroporto perchè aveva un volo per Londra (immagino con la Ryan) dove si trasferiva per almeno 6 mesi per uno stage (credo di aver capito così) presso una società della city...non so insomma se era una di quelle che si occupava di finanza, soldi o altro del genere. Era comunque molto gentile e curata nell'aspetto, bionda e alta (anche se magari con i tacchi ingannava un pochino), un bel viso acqua e sapone con poco trucco, ma sufficiente a esaltare i suoi pregi. Mi ha detto che si chiama Sara. Alla fine abbiamo parlato piacevolmente per quasi un'oretta. E alla fine ci siamo scambiate le e-mail...
La cosa più interessante alla fine è stato il viaggio in treno al mattino. Di solito sono abituata a farlo per andare al mare. Quindi ieri mi sentivo un po' come quei manager che prendono i vari mezzi per recarsi alle riunioni sparse per il territorio nazionale e magari pure all'estero. Mi sentivo professionale e sexy: pantaloni di lino bianchi (per cercare di disperdere il calore), camicetta bianca con righette rosa (ben ventilata sull'anteriore!!), sandalini con tacco moderato in altezza.
Bella e tranquilla ho preso il treno prima a Prato per Firenze, e poi da qui verso Pisa. E proprio su quest'ultimo convoglio ho conosciuto una ragazza (be' più grande di me), che mi ha in un certo senso abbordato. Ero seduta da poco tempo, quando questa ragazza mi ha chiesto gentilmente se i posti davanti a lei erano occupati, e io le ho semplicemente detto che erano liberissimi. Be' dopo poco ha attaccato bottone. Mi ha detto che stava andando a Pisa, all'aeroporto perchè aveva un volo per Londra (immagino con la Ryan) dove si trasferiva per almeno 6 mesi per uno stage (credo di aver capito così) presso una società della city...non so insomma se era una di quelle che si occupava di finanza, soldi o altro del genere. Era comunque molto gentile e curata nell'aspetto, bionda e alta (anche se magari con i tacchi ingannava un pochino), un bel viso acqua e sapone con poco trucco, ma sufficiente a esaltare i suoi pregi. Mi ha detto che si chiama Sara. Alla fine abbiamo parlato piacevolmente per quasi un'oretta. E alla fine ci siamo scambiate le e-mail...
domenica 5 luglio 2009
Che futuro mi potrebbe aspettare??
L'altro giorno ho letto e ho sentito l'ennesima denuncia di un mal costume italiano...
vi riporto qui sotto la notizia:
Si è arresa e se ne è andata. Dal 1° luglio lavorerà a Boston. Finisce così l'avventura italiana di Rita Clementi, 47 anni, medico ricercatore nel cui palmares brilla la scoperta dell'origine genetica di alcune forme di linfoma. Laureata in medicina e chirurgia all'università di Pavia con due specialità, Pediatria e Genetica medica, la dottoressa Clementi prima di chiudersi le porte del laboratorio alle spalle, lancia una denuncia circostanziata e violenta. In Italia - si legge nella lettera che ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pubblicata oggi sul "Corriere della Sera" - "la ricerca è ammalata" e per ottenere un posto di lavoro "la benevolenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro" perchè viviamo in un "sistema antimeritocratico". Questa la realtà che va oltre la cronaca che appare sulla stampa, realtà che non vengono denunciate perchè "chi fa ricerca da precario, se denuncia è automaticamente espulso dal 'sistema', indipendentemente dai risultati ottenuti". Per questo, incrementare gli stanziamenti alla ricerca in Italia non è sufficiente: "Se il malcostume non verrà interrotto, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano università e enti di ricerca come feudo privato". Per questo, la ricercatrice precaria se ne va con i suoi tre figli, nella speranza di ottenere anche per loro una "vita migliore di quanto lo stato italiano abbia garantito alla loro madre". Con la sensazione che abnegazione e dedizione non siano servite a nulla e "con molta amarezza".
Mi spaventa pensare che la stessa cosa potrebbe accadere anche a me. Non vorrei lasciare l'Italia, ma la sensazione è quella di avere scarse possibilità di emergere (a meno di usare le conoscenze, che per me sono nulle) o di guadagnare miseramente per un lavoro molto serio ed importante...
La vita trova sempre qualche spunto per far riflettere...
vi riporto qui sotto la notizia:
Si è arresa e se ne è andata. Dal 1° luglio lavorerà a Boston. Finisce così l'avventura italiana di Rita Clementi, 47 anni, medico ricercatore nel cui palmares brilla la scoperta dell'origine genetica di alcune forme di linfoma. Laureata in medicina e chirurgia all'università di Pavia con due specialità, Pediatria e Genetica medica, la dottoressa Clementi prima di chiudersi le porte del laboratorio alle spalle, lancia una denuncia circostanziata e violenta. In Italia - si legge nella lettera che ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pubblicata oggi sul "Corriere della Sera" - "la ricerca è ammalata" e per ottenere un posto di lavoro "la benevolenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro" perchè viviamo in un "sistema antimeritocratico". Questa la realtà che va oltre la cronaca che appare sulla stampa, realtà che non vengono denunciate perchè "chi fa ricerca da precario, se denuncia è automaticamente espulso dal 'sistema', indipendentemente dai risultati ottenuti". Per questo, incrementare gli stanziamenti alla ricerca in Italia non è sufficiente: "Se il malcostume non verrà interrotto, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano università e enti di ricerca come feudo privato". Per questo, la ricercatrice precaria se ne va con i suoi tre figli, nella speranza di ottenere anche per loro una "vita migliore di quanto lo stato italiano abbia garantito alla loro madre". Con la sensazione che abnegazione e dedizione non siano servite a nulla e "con molta amarezza".
Mi spaventa pensare che la stessa cosa potrebbe accadere anche a me. Non vorrei lasciare l'Italia, ma la sensazione è quella di avere scarse possibilità di emergere (a meno di usare le conoscenze, che per me sono nulle) o di guadagnare miseramente per un lavoro molto serio ed importante...
La vita trova sempre qualche spunto per far riflettere...
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