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mercoledì 11 novembre 2009

vado dal medico adesso...

...l'esame è già nel carniere ops...volevo dire scritto sul libretto. Lo so che sto tirando via un po' gli esami ultimamente ma non ne posso più e quando il traguardo sembra sempre più vicino, in realtà pare sempre allontanarsi. Anche il blog lo sto un po' trascurando, ma gli impegni "lavorativi" si fanno sentire, spero di avere più tempo da dedicarci ad anno nuovo, dopo la laurea. Oggi pomeriggio incontro il medico che mi segue per il mio piccolo problema al seno. Sentiamo cosa dice alla luce delle parole del referto. Ame suonano così bene!!
Altra notizia, un pochino più triste, ma in un certo senso prevista, è la morte di uno dei miei pazienti. Dopo il trattamento intensivo a cui è stato sottoposto, non ce l'ha fatta. Era in condizioni decisamente disperate. Vediamo se dalla sua morte, ricavo dati significativi sull'uso di questa tecnica terapeutica; gli altri due invece stanno migliorando, in particolar modo uno ha decisamente normalizzato i valori emodinamici e biochimici: sembra che lo stato infiammatorio generale sia tornato indietro quasi a normalizzarsi; ancora ce ne vuole però per dire che ce l'ha fatta. Magari se va bene lo invito alla discussione della tesi; mi sembra un bel modo per ringraziarlo.










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domenica 5 luglio 2009

Che futuro mi potrebbe aspettare??

L'altro giorno ho letto e ho sentito l'ennesima denuncia di un mal costume italiano...

vi riporto qui sotto la notizia:
Si è arresa e se ne è andata. Dal 1° luglio lavorerà a Boston. Finisce così l'avventura italiana di Rita Clementi, 47 anni, medico ricercatore nel cui palmares brilla la scoperta dell'origine genetica di alcune forme di linfoma. Laureata in medicina e chirurgia all'università di Pavia con due specialità, Pediatria e Genetica medica, la dottoressa Clementi prima di chiudersi le porte del laboratorio alle spalle, lancia una denuncia circostanziata e violenta. In Italia - si legge nella lettera che ha scritto al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, pubblicata oggi sul "Corriere della Sera" - "la ricerca è ammalata" e per ottenere un posto di lavoro "la benevolenza dei propri referenti è una variabile indipendente dalla qualità del lavoro" perchè viviamo in un "sistema antimeritocratico". Questa la realtà che va oltre la cronaca che appare sulla stampa, realtà che non vengono denunciate perchè "chi fa ricerca da precario, se denuncia è automaticamente espulso dal 'sistema', indipendentemente dai risultati ottenuti". Per questo, incrementare gli stanziamenti alla ricerca in Italia non è sufficiente: "Se il malcostume non verrà interrotto, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano università e enti di ricerca come feudo privato". Per questo, la ricercatrice precaria se ne va con i suoi tre figli, nella speranza di ottenere anche per loro una "vita migliore di quanto lo stato italiano abbia garantito alla loro madre". Con la sensazione che abnegazione e dedizione non siano servite a nulla e "con molta amarezza".

Mi spaventa pensare che la stessa cosa potrebbe accadere anche a me. Non vorrei lasciare l'Italia, ma la sensazione è quella di avere scarse possibilità di emergere (a meno di usare le conoscenze, che per me sono nulle) o di guadagnare miseramente per un lavoro molto serio ed importante...

La vita trova sempre qualche spunto per far riflettere...

mercoledì 27 maggio 2009

pronto soccorso

Stamani, mentre viaggiavo in treno per andare all'università, ho avuto una emergenza medico-chirurgica.
Un uomo sulla cinquantina seduto nella mia stessa carrozza si è sentito male.
SI è accasciato davanti all'ometto che era seduto a lui. Quest'ultimo si è anche un po' risentito, poi quando ha capito che il "vecchietto" si era sentito male, ha iniziato subito a gridare:
"c'è un medico?? il signore si sente male!"
Mi sono alzata per andare a vedere cosa era successo. Il malato si era un po' ripreso, sudava freddo, era tachicardico e lamentava un dolore toracico. Dato che eravamo quasi a Firenze Rifredi, e dato che il controllore era subito arrivato alla carrozza gli ho detto di chiamare subito il 118 e di tenersi pronti per un possibile infarto.
Magari nemmeno era quello, magari era solo una bella congestione! ma con il dolore toracico non c'è da scherzare. Appena arrivati alla stazione, i sanitari dell'ambulanza erano già pronti per l'intervento di soccorso. Mi sono defilata, sennò facevo tardi e poi non potevo fare altro. Meglio lasciare il campo ai professionisti.